La Casa del Habano www.fincatolacasadelhabano.com sorta in via della Colonna Antonina rientra in una di "affiliazione commerciale" sulla base di un accordo stipulato con la Habanos S.A. che ha consentito alla ditta romana di ricreare nel centro storico di Roma un angolo delizioso e prezioso (guardare per credere) della grande isola antillana. Qui, tra gli humidors più perfezionati e le ventanas de vitrales ispirate al gusto caraibico, i cultori del ramo potranno trovare, scegliere e conservare, negli appositi lockers personalizzati ( 68%-70% di umidità, temperatura di 18-20 gradi), i puros di loro gradimento. E se vorranno, potranno, in un ambiente ideale, fumare in santa pace il loro ottimo sigaro, accompagnandolo magari al sorseggio di un rum, di un cognac o di un whisky d'annata. A piacere, naturalmente. Il che non guasta. I gourmets più sperimentati sanno infatti (e Karl Marx non l'ignorava) che Dio li fa (i piaceri) e poi li accoppia. Finalmente, a compimento di lunghi e accurati lavori, venerdì 28 gennaio il nuovo tempio ha aperto i battenti alla ressa festosa dei visitatori e soprattutto dei "devoti del puro". Vecchi e nuovi amici di casa Fincato si sono affollati nei nuovi locali del primo piano di via della Colonna Antonina, già ritrovo molto esclusivo degli amanti della pipa, per una inaugurazione volta a estendere l'antico privilegio anche agli appassionati dei sigari cubani, unendo gli uni e gli altri in un fraterno abbraccio all'insegna della fumatoria trasgressione. L'Ambasciatore di Cuba presso il Quirinale è stato tra i primi ad arrivare. Alla festa erano presenti anche diversi esponenti cubani della produzione e del commercio dei sigari, tra cui i signori Delgado e Aguilera, che hanno fraternizzato con il companero Fausto Bertinotti, lui gran fumatore di toscani, che era scortato dal direttore di "Liberazione", Sandro Curzi. Non c'è festa senza champagne (specie dove si fumino gli avana, come Churchill insegnava), e alla festa di Fincato di champagne, della miglior marca, ne è corso a fiumi. Tanto che alla fine, Sandro Curzi, da sempre devoto della pipa, si è indotto a tirare alcune timide boccate da un puro offerto dalla ditta. Non è stato il solo. Certo gli impianti di depurazione e condizionamento dell'aria sono stati messi a dura prova dalla fitta nebbia dei tabacos bruciati. Qualche signora è dovuta uscire all'aperto, nella mite notte romana, per una boccata d'aria. Ma questo si capisce: che festa sarebbe stata senza i comprensibili eccessi? E, soprattutto, senza qualche lacrima? Ora la festa dei sigari continua, ogni giorno.
